TV, Smartphone e Social: le opportunità del business

TV e Social

Sette italiani su dieci hanno uno smartphone e il tempo medio trascorso sui social network è di circa due ore e mezzo al giorno: questi sono i dati incrociati delle ricerche del Rapporto Eurispes e dello scenario di WeAreSocial, a inizio 2015. Ma non finisce qui: secondo le previsioni del Osservatorio della Mobile Economy del Politecnico di Milano sarà approssimativamente 50 milioni il numero di dispositivi italiani che si connetteranno da mobile entro la fine dell’anno.

Sono tutti numeri impressionanti, soprattutto se pensiamo che la popolazione italiana si attesti sui 60 milioni di abitanti circa. E diventano ancora più impressionanti se li leggiamo in relazione agli acquisti di device mobili, in fortissima crescita negli ultimi anni.

Cosa implica tutto questo nella logiche di intrattenimento e di informazione? Semplice: esistono nuove dinamiche sociali e di business che devono essere rivalutate. E in tutto questo c’è da precisare una cosa: la televisione non è morta, anzi, è viva e prospera. Solo che oggi come oggi i consumatori/utenti non “smanettano” più con il telecomando, ma con il loro cosiddetto “second screen”, ossia smartphone (e tablet). Da una parte brand e professionisti devono quindi capire come inserirsi nella comunicazione cross-mediale odierna per conquistare questi “micro-momenti”; dall’altra abbiamo nuove opportunità di business che possono diventare vere e proprie case history.

Ne ho parlato con la collega e amica Emanuela Zaccone, Social Media Strategist and Analyst  e Digital Entrepreneur, Co-founder of TOK.tv e autrice del libro “Social Media Monitoring: dalle conversazioni alla strategia”.

Com’è cresciuto il mercato del mobile negli ultimi dieci anni?

Oltre l’80% degli accessi a Facebook avviene da mobile, Twitter è largamente utilizzato da smartphone. Si è cominciato a ragionare in ottica mobile first anche per i siti Web, tendiamo a consumare sempre più contenuti video da mobile (4 miliardi di visualizzazioni si contano ogni giorno solo su Facebook).

Insomma, gran parte della nostra esperienza online passa da dispositivi come smartphone e tablet.

Il mobile negli ultimi anni non é semplicemente cresciuto, è diventato l’hub delle nostre attività.

La televisione ha dovuto adattarsi alle nuove dinamiche del Web?

Ha dovuto adattarsi alle nuove abitudini degli utenti. Quando è nato, Twitter voleva essere una sorta di diario: sono stati gli utenti ad usare gli hashtag per commentare eventi TV e a dare avvio ad un ecosistema – quello della Social TV – che ha necessariamente modificato la TV così come la conoscevamo.

I social hanno influenzato la televisione o viceversa?

Entrambe e nessuna delle due. La Social TV come insieme di fenomeni di conversazione su ciò che si sta guardando e interazione sui contenuti non potrebbe esistere senza la TV, che a sua volta ha trovato nuova vita in questo genere di pratiche.

Cos’è la social TV?

Come dicevo sopra, non è possibile liquidarla semplicemente come “twittare di un programma TV”, ma va considerata come un insieme di pratiche che spaziano dal commento in tempo reale attraverso i canali Social di ciò che si sta guardando, all’uso di app direttamente collegate ai programmi TV per offrire approfondimenti o vedere in streaming il programma, fino ad arrivare ad applicazioni di terze parti che completano ed ampliano l’esperienza televisiva,

Raccontami di TOK.tv: com’è nata? Perché? Che direzione sta prendendo?

TOK.tv nasce per riportare la TV a ciò che è stata fin dalla sua nascita: un mezzo sociale per condividere l’esperienza della visione di un programma con i propri amici, per viverne tutta l’emozione. E cosa c’è di più emozionante dello sport? Peccato però che gridare “goal” da soli o scriverlo in un tweet o su WhatsApp privi quel momento di tutta la gioia esplosiva tipica di chi guarda una partita sul divano di casa. Come ricreare allora questa esperienza? Come fare vivere davvero quell’emozione in un modo che non sia la sterile scrittura? Attraverso il mezzo più potente a nostra disposizione: la voce.

Con TOK.tv è possibile creare dei soggiorni virtuali e invitare fino a tre amici per commentare insieme le partite di calcio, inviare cori da stadio e scattare Social Selfie per ricordare i momenti più belli di un match e condividerli sui Social Media. Il tutto con un semplice click sul Social Button di TOK.tv integrabile in qualunque app già esistente.

In questo momento contiamo circa 5M di utenti e partner quali Barcelona, Real Madrid, Juventus e Serie A TIM.

Stiamo parlando di club che hanno milioni di fans e followers: noi diamo loro l’occasione di creare engagement sulle proprie app attraverso le nostre Social features e di monetizzare una fan base così ampia grazie all’advertising sincronizzato con la TV e con i tabelloni a bordo campo.

Sempre più utenti sfruttano i device mobili come “second screen” mentre guardano la tv: come può un brand sfruttare questo fenomeno?

È proprio così: secondo i dati Nielsen, l’80% delle persone usano un second screen mentre guardano un programma in TV. Se è vero che abbiamo una bassa soglia dell’attenzione perché distratti da smartphone e tablet, allora è alla creazione di strategie cross-mediali che bisogna puntare. Se so che il mio programma genera attenzione probabilmente dovrei presidiare l’hashtag, creare dei piani editoriali ad hoc, promuoverlo a mia volta.

Per i brand significa avere l’opportunità di essere visibili in contesti in cui precedentemente potevano solo limitarsi all’advertising TV o al product placement: basti pensare a quanto realizzato durante la scorsa edizione di MasterChef da Ford con le sue attività di live tweeting e meme generation durante il programma. E non solo.

In TOK.tv ad esempio riusciamo a monetizzare i momenti in cui l’attenzione degli utenti è maggiormente focalizzata sul second screen – cioè le pause pubblicitarie – per mettere a frutto quella “distrazione”. Grazie ad un sistema di riconoscimento automatico dell’audio, possiamo attivare delle azioni correlate all’advertising in onda. Ad esempio: il brand X sta facendo una pubblicità in TV, il Social Button di TOK.tv la riconosce a attiva delle azioni specifiche, ad esempio visualizzare un banner con il redeem di uno sconto. Per il brand questo significa sia non perdere l’opportunità di raggiungere davvero gli utenti sia acquisire informazioni utili. A differenza infatti di quanto avviene con i metodi di rilevazione classica dell’audience – che si basano su campioni e possono solo dire in quanti erano sintonizzati su una rete in un dato momento, – noi siamo in grado grazie al login via Facebook, di conoscere i dati socio-demografici e le caratteristiche di chi ha effettivamente cliccato su un banner. In altre parole, non diamo ai brand  solo la certezza che il loro messaggio sia arrivato ma diciamo loro anche a chi.

In tutto questo processo agli utenti non è chiesto di fare nulla: non sono loro a dover cliccare da qualche parte per far sì che quella pubblicità venga riconosciuta. Devono solo godersi la loro app.

Questi “micromoments” stanno cambiando l’esperienza commerciale dei consumatori? Come?

Siamo raggiunti in contesti quotidiani da messaggi che – a differenza di quanto normalmente avviene con l’advertising televisivo – non percepiamo come interruzioni. Ci siamo abituati a dialogare con i brand, a stabilire una rapporto da pari a pari grazie al quale siamo disposti a discutere con loro anche in contesti in cui prima non ci aspettavamo di essere raggiunti. Se i brand comprendono quanto importante sia stabilire relazioni piuttosto che contare transazioni allora possono cogliere (e creare) anche le opportunità offerte da questi micro-momenti.

Qual è il futuro della televisione e del mobile? Sempre più sinergia o si perderanno di vista?

Se i broadcaster sono davvero saggi, stai pur certo che non si perderanno affatto di vista.

Si registra anzi una sempre maggiore fruizione di video da mobile: è un trend osservato già da tempo e che non accenna a fermarsi. Offrire i propri contenuti su più piattaforme non può che essere una carta vincente (come già dimostrano il successo di Netflix e le possibili implicazioni di una sempre maggiore fruizione di video in streaming e on demand.

E il futuro di TOK.tv?

In questo momento continuiamo ad essere focalizzati sullo sport, quindi ci stiamo allargando anche oltre il calcio. L’obiettivo è portare l’esperienza TOK a qualunque prodotto televisivo: a chi non piace commentare con i propri amici ciò che sta guardando?

Vorrei rivelarti di più ma al momento è top secret. È il caso di dire “stay tuned!”

Offline e online: c’è davvero ancora una differenza?

Serve ancora chiederselo?

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