Quale futuro per le Mobile company?

mobile company

I ricavi di Facebook nell’ultimo trimestre del 2014? Una vera sorpresa: 3,85 miliardi di dollari, una cifra superiore a quella che era stata prospettata. Ma sai qual è il dato più interessante? La percentuale di ricavi che proviene dal mobile: ben il 69% di quello che Facebook riesce a incassare arriva da smartphone e tablet.

I dati parlano di una crescita costante anche per quanto riguarda gli utenti attivi, e il mobile segna un altro punto a favore: Mark Zuckerberg può contare su 1,19 miliardi gli utenti mobile attivi ogni mese, con una crescita del 6,2% nell’ultimo trimestre e del 26% in un anno. Incredibile le cifre giornaliere: 745 milioni gli utenti attivi ogni giorno, con una crescita del 6% rispetto allo scorso trimestre e del 34% rispetto a 12 mesi fa (pewinternet.org)

E il trend continua a essere positivo per Facebook. Il primo trimestre del 2015 è un altro successo: il 73% dell’advertising revenue ha come fonte i dispositivi smartphone e tablet, mentre gli utenti attivi quotidianamente arrivano a 798 milioni (adweek.com). E non è un caso che circa un anno fa Facebook ha inaugurato ADS Manager per mobile.

Ovviamente Facebook non è l’unica realtà che si muove in questa direzione. Anche Showroomprive, brand italiano di moda, ha registrato dati positivi da mobile: nel 2014 il 40% delle vendite è arrivato da mobile device. Per far fruttare ancora di più il mercato mobile (che raccoglie il 50% delle visite), Showroomprive ha creato un’app per raggiungere un obiettivo imponente: aumentare del 50% le vendite (fashionunited.co.uk). E le previsioni per il futuro sono sempre in questa direzione: il 20% degli utenti smartphone si dichiara interessato a pagare in cassa con il telefonino, e tra le principali attività svolte via mobile troviamo la ricerca di informazioni sui prodotti. Questo tipo di ricerca viene effettuata dal 36% dei proprietari/utilizzatori di smartphone, una vera fortuna per Showroomprive.

Cosa significa tutto questo?

Un’unica formula: mobile company. Facebook sta diventando (o meglio, è diventata) una società che ha come target principale l’utente che usa il smartphone e tablet. Stesso discorso vale per Showroomprive, dato che nel 2016 circa il 90% del fatturato dell’azienda potrebbe arrivare da mobile (ipresslive.it). Ovviamente questo non significa che tutto il resto non funziona o che è stato dimenticato: il desktop esiste, fa il suo lavoro, ma le grandi aziende hanno capito qual è il trend.

Le grandi aziende hanno capito che nel futuro il web sarà mobile. Certo, anche adesso è così. Ma la tendenza porta a un acutizzarsi del fenomeno che non riguarda solo i numeri netti dei device disponibili, ma anche e soprattutto le tecnologie che si nascondono dietro lo spostamento dei dati. Quando parli di 4G, ad esempio, indichi uno standard differente che ti permette di puntare su applicazioni multimediali avanzate e, più in generale, una mole di dati superiore.

Sai qual è la percentuale di adulti che al giorno d’oggi, nel mondo, usa il 4G? Secondo la ricerca di Global Web Index, il 18% degli utenti usa questa tecnologia mentre il 34% è fermo al 3G. Ma è solo una questione di tempo, di ricambio generazionale dei dispositivi: le persone che oggi usano il 4G sono consapevoli di questa tecnologia, la usano per migliorare la propria experience mobile.

Il futuro è mobile

Ma un mobile aperto a un trasferimento dei dati sempre più veloce, a una capacità delle applicazioni di intervenire e modificare il mondo reale. Internet delle cose, un mondo reale che si lascia influenzare dai dati raccolti online. In questo universo il mobile la fa da padrone, si trasforma finalmente in quell’ubiquitus computer che abbiamo sempre sognato: l’accessorio definitivo che ci permette di fare tutto.

Le persone vogliono prenotare vacanze, vogliono creare connessioni, vogliono giocare con il mobile. E vogliono ascoltare musica. Sempre la ricerca Global Web Index suggerisce gli utilizzi che le persone fanno dei device:

Gaming (62%) apps are the most popular among 4G users, followed by those relating to social networking (54%) or music (47%). However, figures are extremely similar to those for 3G users – as is also the case for mobile internet behaviors more generally.

Tutto questo non si riduce ai giochi e alla musica. Ci sono diversi business che ruotano intorno alle news, alla ristorazione, al turismo, allo sport. Le persone utilizzano le app per fare qualsiasi cosa. E in questo scenario diventano fondamentali le mobile company, ovvero le aziende pensate per trarre profitti da smartphone e tablet.

Certo, difficile oggi pensare a un modello di mobile company puro, ma ci dirigiamo verso quello che è il pensiero mobile-first, una logica che ti permette di individuare il potenziale cliente come un individuo che si muove in modo trasversale (smartphone, tablet, laptop) e che decide di soddisfare le esigenze degli utenti proprio dove esprimono maggior interesse.

Puntare sul mobile per un’azienda

Attenzione, tutto questo sembra facile da applicare. Ma in realtà non è così. Puntare verso il mobile first non significa semplicemente avere una presenza mobile, o avere un sito responsive. Questo è un passo indispensabile per migliorare l’user experience, per permettere agli utenti di leggere i tuoi contenuti e di ottenere anche le grazie di Google (ultimamente il mobile friendly è diventato un parametro di ranking).

Nel 2014, il valore del fatturato dall’e-commerce è stato stimato stimato in 24,2 miliardi di Euro. Il fatturato delle vendite on line è cresciuto dell’8% rispetto al 2013 e le previsionio sono in crescita (casaleggio.it). Puntare sul mobile first vuol dire avere una visione strategica definita intorno a questi dati, ma vuol dire anche pianificare le proprie azioni seguendo una strategia differente, pensare a un prodotto o a un servizio in grado di soddisfare dei bisogni specifici. Magari vuol dire anche puntare su un’app e non sul sito web.

Mobile first, mobile company: queste etichette sono indicative dei tempi che stiamo vivendo. Vuol dire che le aziende stanno orientando la propria attività verso un settore decisivo per il nostro futuro. Le aziende si stanno concentrando su un unico segmento: questo significa che se ancora non hai preparato almeno uno straccio di strategia mobile hai un bel po’ di lavoro arretrato, non credi?

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