Disconnected Project: cosa succede se ai ragazzi tiri via lo smartphone?

progetto disconnected

Sei un tipo coraggioso? Allora chiedi a un adolescente di spegnere e consegnare il suo smartphone per una settimana! È quello che è stato fatto con il progetto “Disconnected”, promosso da alcuni genitori inglesi supportati da diverse scuole e da “The Guardian”. È stato chiesto a un gruppo di giovani e adolescenti, tra i 13 e i 18 anni, di sottoporsi a un esperimento sociale durante il quale avrebbero dovuto vivere senza smartphone.

Le previsioni erano tragiche: un recente rapporto di Childwise, una società di ricerche di mercato britannico, indica che i bambini del Regno Unito di età compresa tra cinque e 16 spendono una media di sei ore e mezza al giorno davanti ad uno schermo, più del doppio di quanto avveniva 20 anni fa. Per la maggior parte degli adolescenti i loro dispositivi – smartphone, tablet e console di gioco – sono parte di essi, qualcuno li ha perfino paragonati a arti fantasma.

Sfida molto difficile, ma non impossibile. Anzi, sorprendentemente i ragazzi, dopo una prima fase in cui non erano proprio felicissimi, hanno constatato un miglioramento della qualità delle loro giornate: più tempo per fare sport, per passare il tempo in compagnia di parenti, più tempo per studiare e, fondamentale, per dormire. Questo però non ha cambiato di una virgola il loro amore per i canali social, infatti una volta finito l’esperimento i giovani sono ritornati immediatamente a riutilizzare i propri smartphone, tentando di recuperare il tempo perso! Perché questo comportamento? Una delle risposte potrebbe essere la paura di esser tagliati fuori dalle relazioni sociali instaurate con i proprio coetanei. Si tratta della cosiddetta FOMO, fear of missing out, onnipresente nella vita dei teenagers. Chi ha riportato una maggiore tendenza alla paura di essere tagliato fuori, tende a controllare con più frequenza il proprio smartphone.

Smartphone, amico mio

In realtà dobbiamo semplicemente accettare che si tratta di uno strumento che fa parte delle nostre vite. Concepire mondo virtuale e mondo reale come due realtà contrapposte e separate l’una dall’altra è il risultato di un ragionamento fallace: si tratta di due realtà complementari che si influenzano a vicenda. È giusto misurarne l’uso e rispettare determinate regole, ma questo vale sempre.

Chissà cosa ne pensano gli autori del Progetto Disconnected dell’app Pokemon Go 😉

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