MOBILE KPI: evoluzione del mercato per promuovere app

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Lo sviluppo del mercato delle app ha spinto i brand a trovare nell’advertising l’unica soluzione ad una visibilità sempre più dura da ottenere all’interno degli store.

Attraverso l’evoluzione dei KPI andremo ad analizzare come la maturazione del mercato del performance mobile per la promozione di app sia andata di pari passo con quella dei sistemi di tracciamento.

CPD [Cost Per Download]

Il KPI delle origini. In passato questo era l’unico parametro analizzabile per via della difficoltà nel trovare un sistema di tracciamento e per il costo che si doveva sostenere per implementarlo. Purtroppo spesso queste difficoltà permangono ed ecco perché il CPD continua ad essere in auge.

COME FUNZIONA?

Questo valore può essere estrapolato senza l’utilizzo di un sistema di tracciamento, verificando il delta tra il numero di download prima dell’attività e quelli durante l’attività.

SVANTAGGI:

  • il valore è spannometrico (la base per il delta è una media di risultati) e non puntuale (si verifica il download e non l’apertura dell’app) e questo non permette di ottenere informazioni per ottimizzare le performance della campagna, e dunque il ROI, sia durante l’attività che post.
  • Ha senso analizzare una campagna alla volta perché la sovrapposizione di investimenti non permette di comprendere i singoli risultati.
  • Non è possibile dividere il traffico diretto da quello organico che può arrivare grazie alla visibilità ottenuta in classifica generale o di categoria.

CPI [Cost Per Install]

Il KPI standard per la performance mobile. IAB Italia in questo post definisce il CPI il nuovo parametro per il mobile perfomance. In realtà questo parametro esiste già da diverso tempo ed ha subito diverse metamorfosi, di pari passo con le evoluzioni tecnologiche e privacy dei sistemi di tracciamento.

COME FUNZIONA?

Come nelle attività in browsing (desktop e mobile) al momento del primo click vengono salvati alcuni parametri attraverso l’uso di una tracking URL che in questo caso porterà allo store. Questi parametri vengono successivamente verificati all’apertura dell’app (dunque si analizza un utente che, non solo scarica l’app, ma la apre anche).

Dato che il download e l’apertura dell’app possono essere asincrone come azioni il monitoraggio può e deve avere un delay anche maggiore delle 48h.

Tecnicamente bisogna integrare all’interno dell’app un codice SDK (Software Development Kit) specifico per ogni sistema operativo ma con lo stesso obiettivo di aprire alla possibilità di comunicare all’esterno i parametri necessari alla verifica.

SVANTAGGI

  • L’apertura dell’app non per forza significa un vero utilizzo. L’utente può chiudere e non utilizzare più l’app o addirittura cancellarla e dunque il ritorno dell’investimento non è ottimizzato al 100%.

LTV [Life Time Value]

È il KPI che valuta al meglio le logiche di investimento. In ogni modello di business è fondamentale capire le metriche chiave dei propri utenti e di quelli potenziali. Il valore o rendimento medio creato da ciascun utente che viene intercettato con attività di adv per la promozione di un’app è necessario infatti per poter valutare di conseguenza anche l’investimento e il giusto costo di acquisizione per ciascuna fonte di traffico.

COME FUNZIONA?

Per valutare questo rendimento dopo l’apertura dell’app devono essere previsti e inseriti nel sistema di tracking step di controllo specifici all’interno della user experience che analizzeranno in profondità la vita e la redditività media.

Nonostante sembra facile in teoria nella pratica può essere più difficile dato che ci sono anche alcuni fattori che possono influenzare il rendimento effettivo del LTV.

Tra le varie formule che abbiamo analizzato questa è quella che ci sembra più opportuna:

LTV= R x T x V

R: Redditività o profitto medio per utente durante il tempo medio di utilizzo dell’app (ARPU)

T: Tempo medio di vita dell’utente

V: Visibilità = fattori che influenzano positivamente la visibilità sullo store che a loro volta determinano un ulteriore aumento della user aquisition attraverso installazioni organiche

Si potrebbero prendere in considerazione anche altri KPI come il CPE (cost per engagement) ma lo vedremo in maniera specifica più avanti considerando anche la possibilità di re-targeting degli utenti che hanno scaricato l’app.

Sta ad ogni advertiser capire se l’effort tecnologico ed economico (per via dei costi di tracking) è sostenibile. Lato nostro ci sentiamo di consigliare di avere tutti gli strumenti per analizzare bene le attività a supporto della promozione di un’app proprio come nel WEB si fa già da anni. Se c’è bisogno di una mano siamo qui a disposizione! 🙂

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