Google: risultati diversi per mobile e desktop

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Fatelo bene, fatelo mobile. Non è certo una novità che il futuro, ma anche il presente della comunicazione e del marketing web debbano forzatamente passare per gli schermi del nostro smartphone. Una certezza accompagnata dai dati e che influenza in modo netto le scelte delle aziende, costrette, gioco forza, a ripensare gran parte dei loro processi online.

Un cambio radicale per i brand che è diretta conseguenza del diverso approccio degli utenti e del loro modo di fruire internet ed i social.

Novità che a breve potrebbero coinvolgere anche Google.

Google proporrà risultati differenti per le ricerche da mobile e da desktop?

Pare proprio di sì. Un cambio radicale che dovrebbe modificare la ricerca di Google ed il modo con cui essa presenta i risultati ai propri utenti.

Durante un intervento al PubCon, l’analista Gary Illyes, Webmaster Trends Analyst di Google, ha infatti annunciato che Big G proporrà nei prossimi mesi due distinti indici a seconda se la richiesta provenga da mobile o desktop. Ovviamente privilegiato il primo, aggiornato con maggiore frequenza.

Al momento non ci sono notizie sul funzionamento della nuova SERP, se non che stesse query daranno risultato diversi se poste da mobile o desktop. Il ruolo della pagine AMP potrebbe essere chiave, ma è prematuro trarre qualsiasi considerazione se non quella di valutare ancora più attentamente la presenza digitale mobile.

Una scelta che va in contro alle abitudini degli utenti, ormai profondamente diverse dalle solite abitudini e dall’essere desktop oriented. Un vero e proprio re-thinking che se sino ad ora poteva essere in parte rimandato (ma solo in piccola parte), oggi diventa irrinunciabile.

Mobile prima

Sono infatti i dati a parlare e raccontare il crescente numero di ricerche fatte in mobilità, una crescita che segna profondamente anche le entrate pubblicitarie.

Non a caso Google aveva già iniziato un percorso di miglioramento del servizio da mobile, dando maggior visibilità ai siti ottimizzati. La reattività di un sito è fondamentale: il 53% degli utenti, secondo l’azienda di Mountain View, rinuncerebbe a visitare pagine con tempi di caricamento superiori a 3 secondi. L’introduzione del test di velocità aveva il compito di verificare la capacità di caricamento.

Era Maggio quando Google annunciava il primo sorpasso del mobile, fatto accaduto in dieci Paesi tra cui Stati Uniti e Giappone. Per far comprendere la portata di tale fatto basti pensare che solo nel paese asiatico sono elaborate 100 miliardi di richieste al mese.

Una notizia che aveva introdotto nuovi formati di ad mobile, caratterizzati da immagini più grandi e una connessione con offerte di vendita. Nati per controbattere i cali di fatturato lato pubblicità, questi formati sono rapidamente diventati un must per i brand, offrendo performance rilevanti.

Smartphone sempre più protagonisti quindi, croce e delizia per utenti iperconnessi e desiderosi di portare la loro esperienza, digitale e non, a portata di touch.

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