5 app che hanno cambiato il mondo

5 app

Internet è uno strumento incredibile che è riuscito a cambiare molti aspetti sociali, economici e politici, dagli anni ’70 a oggi: di conseguenza è assolutamente naturale che i prodotti associati alla Rete abbiano così contribuito a modificare molte relazioni umane, smartphone e tablet in primis, e a loro volta le applicazioni, un universo fatto di programmazione e utilità a portata di touch.

Internet prima, smartphone e tablet dopo, applicazioni oggi: sono tutti elementi che hanno trasformato rapporti interpersonali e approcci al come vivere la tecnologia: ci troviamo di fronte a variabili integranti, ossia a vere e proprie connessioni uomo-macchina che non solo hanno risposto ad alcuni bisogni ma piuttosto ne hanno creati altri. Basti pensare che la maggioranza delle persone che possiede uno smartphone lo controlla circa 1.500 volte alla settimana. O che uno dei tentativi per “rimorchiare” è chiedere il contatto su Facebook. O, infine, che il numero di casi di nomofobia – paura di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile – sia in aumento.

Oggi sono tante le app che hanno cambiato il mondo e il modo di viverlo. Eccone cinque.

Instagram

Sì, sembra banale. Ma non lo è. Basta dire che oggi il 53% degli utenti Internet tra i 18 e i 29 ha installato e usa Instagram quasi quotidianamente. Ogni giorno vengono pubblicate oltre 70 milioni di foto e video. Numeri impressionanti, non è vero?

Instagram è nato proprio come applicazione “basic” per condividere immagini ma oggi rientra nel budget di comunicazione delle multinazionali, fa parte della quotidianità dei VIP e c’è chi ci ha costruito una carriera, fino a diventare trend-setter.

 

WhatsApp

Ma non solo: WhatsApp è forse il capostipite più celebre (seppur sia possibile oggi citare tante altre applicazioni come Telegram o Viber). Insomma, i cosiddetti servizi di messaggistica istantanea hanno rivoluzionato approcci e tempistiche, fino a mettere addirittura in ginocchio – o per meglio dire, spronato – i grandi operatori mobili, che hanno cambiato tariffe e strategie. Chi si ricorda gli squillini degli anni ’90? Oggi le nuove generazioni non possono capire: hanno a che fare con le doppie spunte e i messaggi di gruppo.

 

Google Maps

Anche in questo caso posso parlare di Google Maps, perché forse è la più celebre, ma potrei inserire molte applicazioni dedicate alle mappe e alla navigazione stradale. Quindi le app native iOS o Android e tutte le app come Waze e iCoyote. Il monopolio che prima detenevano cartine e dopo i vari navigatori satellitari stile TomTom oggi è stato strappato dall’abitudine di usare direttamente lo smartphone per creare il proprio itinerario, che sia a piedi, in macchina o in moto.

 

Spotify

Dagli mp3 – o forse è anche più corretto dire “da Napster” – il mondo della musica e della fruizione musicale è cambiato più di una volta. Ci siamo lasciati alle spalle musicassette e dischi (oggi solo per gli appassionati), così come ora i cd non sono un genere di prodotto ancora in voga. Tutto è stato sostituito non tanto dal download selvaggio, quanto dal “noleggio”: Spotify permette di ascoltare quello che si desidera, quando si desidera e dove si desidera. Tutto in una comoda applicazione che strizza l’occhio al mondo dei social. Non siamo più attaccati alla radio per fare delle compilation da dedicare, al massimo facciamo una playlist in cinque minuti.

 

Passbook

Cito Passbook perché forse è la più popolare, ma in realtà mi riferisco a tutte le app che permettono di collezionare documenti solitamente cartacei con la validità degli stessi. Esempio, il biglietto dell’aereo: basta stampate, meglio un codice QR o identificativo e presentarsi direttamente al check-in. A parimerito inserisco tutte quelle applicazioni capaci di trasformare lo smartphone in una sorta di carta di credito tecnologica con cui pagare qualsiasi cosa. Forse un giorno non avremo più un portafogli e tutto sarà basato su un chip sottocutaneo impiantato nell’occhio. Ad oggi, però, queste app vanno più che bene.

 

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