L’Internet delle cose continua a crescere

internet delle cose

Internet of things

Internet delle cose, dicitura con cui si intendono tutti quegli oggetti e reti di oggetti smart connessi tra loro e alla Rete (come smartphone, ma anche contatori, pali della luce, slot machine, vending machine, etc), è sempre più intorno a noi e continuerà a crescere.

L’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano ha rilevato alla fine del 2015 una crescita del 30% rispetto all’anno prima, in un mercato il cui valore si attesta intorno ai 2 miliardi di euro. La metà di questo valore è coperto dai contatori del gas e dalle auto connesse. Il primo settore, chiamato anche dello smart metering, conta circa 350000 contatori per utenze industriali e oltre un milione per utenze private, grazie al sostegno degli obblighi normativi.

Per quello che concerne invece le smart car a fine 2015 erano 5,3 milioni i veicoli circolanti connessi alla Rete, ma è un settore in continua crescita, grazie anche agli incentivi per l’installazione delle scatole nere offerti dalle compagnie assicurative e alla diffusione dei navigatori gps.

Gli altri settori coinvolti e in crescita sono quelli dello smart building, che riguarda l’installazione e la gestione di impianti fotovoltaici e videocamere di sorveglianza e che registra una crescita del 18%; quello della smart city (9%), con 600000 lampioni connessi; e infine quelli della smart home (+7%) e dello smart asset management (+5) che comprende macchine da gioco, ascensori e distributori automatici.

Un 2016 esplosivo

Ma la crescita, in linea con gli standard europei, dell’anno appena passato sembra destinata ad esser replicata e superata alla fine del 2016, in primo luogo grazie ai miglioramenti nel campo delle tecnologie di comunicazione.

Per quanto riguarda il mercato italiano ci si aspetta molto anche grazie a nuovi investimenti in campi non ancora esplorati e a una maggiore fiducia dei consumatori. Sono attesi importanti sviluppi nel settore industriale, per quanto riguarda la gestione della logistica, della qualità dei processi interni, ma anche esterni, con l’estensione alla cosiddetta catena di supporto.

Grandi passi in avanti poi sono attesi anche nel campo della domotica, nel quale sembra svanita quella sorta di diffidenza del passato: sempre dai dati raccolti dal Politecnico di Milano oggi il 79% degli italiani acquisterebbe prodotti di smart home e il 25% lo farà entro 12 mesi. Dati che confermano che i consumatori iniziano a osservare con curiosità questo mondo.

Potenzialità allettanti

Questi numeri e queste previsioni fanno emergere nuove consapevolezze anche nei produttori, i quali intravedono enormi potenzialità nell’Internet delle cose. Una su tutte, lo sfruttamento degli oggetti smart per la raccolta e la valorizzazione dei dati dei consumatori. I dati sono sempre più importanti per le aziende, perché permettono di creare servizi più mirati e di successo, ma al momento non esistono ancora strategie consolidate. Le possibilità sono davvero molteplici, come spiega Angela Tumino, che dirige l’Osservatorio: i dati potrebbero essere utilizzati dalle aziende per ridurre i costi e migliorare l’efficacia verso i clienti, per essere venduti a terzi e anche per studiare nuove strategie di pricing a consumo.

Si tratta certamente di opportunità importanti e non a caso i Big del settore si stanno muovendo per mettere a punto strategie adeguate. Le smart technology connesse permetterebbero di stilare un profilo davvero completo del comportamento reale dei consumatori, e questo fa gola a tutti. Siamo all’inizio, l’Internet delle cose non potrà che crescere e noi saremo pronti a cogliere ogni opportunità 😉

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