Visual Intelligence per il marketing e l’adv

Il visual è, da sempre, uno degli argomenti più studiati e approfonditi nel mondo della comunicazione e dell’ADV. L’ immagine veicola emozioni, attira l’attenzione ed è quell’elemento che può decretare o meno il successo di una campagna.

Ma l’intelligenza artificiale può aiutarci? Sì, e lo fa tramite la visual intelligence, un concetto esistente fin dai tempi di Leonardo Da Vinci, ma che oggi apre nuovi scenari. Scopriamo di cosa si tratta.

Cos’è la Visual Intelligence

Secondo il Dr. Kevin S. McGrew possiamo definire la visual intelligence come:

“The ability to generate, store, retrieve and transform visual images and sensations. Gv abilities are typically measured by tasks (figural or geometric) that require the perception and transformation of visual shapes, forms or images and/or tasks that require maintaining spatial orientation with regard to objects that may change or move through space.”

Semplificando, si tratta della capacità di generarememorizzarerecuperare e trasformare immagini e sensazioni. Una abilità che tutti, in modi diversi, possediamo e che nell’ADV odierna diventa fondamentale.

Quante volte presti attenzione alle immagini che vedi navigando su una pagina web? E quando ti soffermi su qualcosa in particolare? Lo scopo della visual intelligence è proprio questo: riuscire ad attrarre la tua attenzione per veicolarti un messaggio utile ed efficace.

Visual Intelligence e AI: un connubio perfetto

La visual intelligence  è interessante sia lato advertiser che publisher.

Alcune grosse aziende hanno ideato campagne interessanti tramite l’intelligenza artificiale. Clarifai, azienda che si occupa di intelligenza visuale, ha elaborato un interessante caso studio partendo dall’analisi delle foto di spettatori che, durante le partite di baseball, riuscivano a prendere le palle lanciate dai giocatori. Questo elemento, sovrapposto alla mappa dei posti a sedere per gli stadi, ha permesso di rilevare le zone dove la probabilità di afferrare il cimelio sportivo è più alta e, di conseguenza, lavorare sul prezzo di quei posti.

Un esempio editoriale più vicino a noi arriva da Buzzfeed, che ha utilizzato la visual intelligence per i propri editori aiutandoli a trovare le foto più adatte agli articoli. Infatti, vari studi hanno dimostrato che usare le immagini negli articoli può incrementare notevolmente le visualizzazioni di pagina, anche del 94% e, secondo PR Newswire, la combinazione di più elementi multimediali, (testo, foro, video), può portare un incremento medio delle view del 77%.

Per esemplificare, basti pensare che se stai leggendo un articolo dedicato al running, potrebbe interessarti un banner relativo ad una promozione su un paio di scarpe sportive. Se ti stai informando sulle ultime novità cinematografiche di una determinata casa di produzione, potrò interessarti un video dei prodotti dedicati a quel marchio.

Come si applica la Visual Intelligence alla display?

La vera sfida che abbiamo davanti è quella di capire come, la visual intelligence, possa intervenire sulle nostre campagne aiutarci a incrementare il nostro business. Gli esempi appena citati sono un punto di partenza, ma le applicazioni possono essere numerose:

  1. i banner o video adv inseriti in un contesto editoriale possono essere resi più ingaggianti;
  2. i banner di remarketing che mostriamo ai nostri utenti potrebbero adattarsi a come questi hanno navigato sul nostro sito, sia come formati che come interessi;
  3. la visual intelligence può essere applicata alla User Experience delle nostre pagine per una esperienza di navigazione migliore;
  4. l’AI può scegliere le immagini da mostrare e quella da nascondere in base al tempo di permanenza e alle mappe di calore.

E tu, quali strategie vedi possibili?  Contattaci!

 

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