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Se in questi giorni anche a voi è arrivato un avviso sullo smartphone da WhatsApp, allora vi siete già imbattuti nel nuovo aggiornamento della app su termini e informativa privacy.

Dall’8 febbraio, infatti, entreranno in vigore le nuove condizioni d’uso che ruoteranno intorno all’impossibilità per ogni utente di rifiutare la condivisione di informazioni relative al proprio account con Facebook per ricevere pubblicità personalizzata. Già oggi è possibile condividere con il social network dati come il numero di telefono, le tipologie di interazioni, le informazioni sul dispositivo, le informazioni di pagamento, ma la vera differenza rispetto al passato è che l’utente non potrà più scegliere se condividerli o meno e dovrà obbligatoriamente accettare di farlo per poter accedere e, quindi, utilizzare WhatsApp.

Proprio per la leadership indiscussa che l’applicazione detiene nel campo dell’instant messaging, è difficile pensare che i suoi 2 miliardi di utenti possano darsi alla fuga di massa e restare tagliati fuori dalle comunicazioni con amici, colleghi, parenti, oltre a chi utilizza WhatsApp Business per relazionarsi con i clienti. Ci avvicineremo sempre più ad uno scenario in cui sarà comune ritrovarsi sul proprio feed di Facebook annunci pubblicitari sponsorizzati da aziende con cui si è entrati in contatto magari in chat.

L’AGGIORNAMENTO DEI NUOVI TERMINI DI WHATSAPP IN EU

In Europa e nel Regno Unito queste modifiche non saranno applicate, per ora, stando a quanto ha dichiarato Niamh Sweeney, Director of Policy for WhatsApp, EMEA: “WhatsApp non condivide i dati dei proprio utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire di utilizzarli per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità. Se in futuro dovessimo scegliere di farlo, sarà prima necessario stipulare un accordo con la Commissione irlandese per la protezione dei dati (WhatsApp Ireland è l’entità che fornisce il servizio agli utenti europei).” Salvi, per ora. Ma cosa significa tutto questo?

Significa che la tutela dei dati degli utenti e della loro privacy è una materia sì molto delicata ma di fondamentale urgenza e importanza. E il valore del GDPR, spesso ritenuto troppo preciso o “pesante”, si concentra tutto nella libertà di scelta di esprimere o meno un consenso da parte dell’individuo interessato al trattamento. Valore che viene garantito in Europa, ma nel resto del mondo? La modalità con cui vengono raccolti i dati degli utenti è spesso indiscriminata, generica e poco chiara soprattutto sulla tipologia di dati impiegata per determinate attività.

RACCOLTA DATI E RISPETTO DELLA PRIVACY

Un data expert sa che raccogliere informazioni preziose sugli utenti può migliorare in modo notevole ed efficace la comunicazione dei brand, ma allo stesso tempo lavora affinché non venga mai violato il patto circa la salvaguardia della sua privacy. Anche noi di AdKaora lo sappiamo bene: in quanto, da Mobile Life Expert, abbiamo un focus sui dati socio demografici, geo comportamentali e di interesse e disponiamo di 26 milioni di cookie e 9 milioni di device id, quindi siamo da sempre molto attenti alla tutela dell’utente e rispettiamo le conformità richieste dal GDPR su tutte le nostre attività di raccolta di informazioni sulle audience, inoltre, ci aggiorniamo costantemente sul tema per inglobare repentinamente le evoluzioni  all’interno delle nostre procedure. Crediamo che non si possano garantire strategie di comunicazione di successo e mirate al target di riferimento, senza rispettare pienamente la privacy degli utenti.

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